Soluzioni di trading per MetaTrader 4 e MetaTrader 5: Expert Advisor, indicatori

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Heat Map nel trading

Questo tipo di rappresentazione serve per evidenziare le zone più calde di un mercato, ovvero quelle in cui la domanda e l’offerta si sono incontrate più volte e hanno generato tanti scambi.

Misurare la temperatura

Misurando la temperatura di un oggetto, si possono leggere dei valori differenti a seconda del periodo dell’anno, dell’ora del giorno, dell’esposizione agli elementi, ecc.. 
Allo stesso modo, un mercato può aver registrato differenti livelli di volatilità a seconda del periodo. 
La rappresentazione termica ha lo scopo di fornire un’idea della temperatura che il mercato ha avuto nel corso del tempo, ovvero fornire un’idea dell’intensità degli scambi.

Poiché un grafico di un mercato serve per indicare le sue fluttuazioni nel corso del tempo, la rappresentazione termica di esso deve tenere conto non solo del fattore tempo ma anche del fattore prezzo. 
Osservando un dato periodo di tempo, un mercato lo si può dividere in varie zone di prezzo, e per ciascuna di esse si può calcolare la temperatura. 

Per parlare di rappresentazione termica di un mercato occorre stabilire cosa può essere caldo o freddo. Poiché la rappresentazione del calore deve integrarsi con le candele del grafico, questa deve fare riferimento a delle zone di prezzo. 

Cosa misurare?

Osservando un grafico a candele, per ogni candela sono indicati i prezzi di apertura, chiusura, massimo, minimo e il volume. I primi quattro elementi descrivono dei traguardi raggiunti dal prezzo entro un periodo temporale definito (la durata della candela appunto). Il volume invece indica la quantità di aggiornamenti di prezzo (tick) che ci sono stati in quel lasso di tempo.
Questo ultimo dato può indicare il grado di intensità degli scambi, poiché quando vengono eseguite molte transazioni è più facile che ci siano molti aggiornamenti al prezzo di contrattazione. 

Poiché lo scopo è quello di stabilire la temperatura di ogni zona di prezzo del periodo osservato, per prima cosa bisogna stabilire l’estensione della zona di prezzo o passo.
Fatto questo, bisogna scomporre le candele del periodo osservato per ricostruire tutti i movimenti che il prezzo ha effettuato ed assegnare ad ogni zona di prezzo il totale dei volumi di transazione.

Osservando la singola candela, non è possibile stabilire quali zone di essa siano più calde, partendo unicamente dal dato del volume, senza compiere un’analisi tick per tick e ricostruire quindi uno storico preciso di tutte le micro transazioni. 
Tuttavia è possibile ottenere il risultato voluto (sebbene con approssimazione) aggregando le misurazioni del volume finale di ogni singola candela del periodo analizzato, in quanto ogni candela può avere volume ed estensione di prezzo differenti.

Ricostruire i movimenti del prezzo

Senza effettuare un’analisi tick per tick non si può sapere di preciso come una candela si è mossa e di conseguenza dove (nell’asse del prezzo) si sono concentrati di più i tick. 

Tuttavia si può approssimare, ipotizzando che il prezzo in una candela si muova partendo dall’apertura in direzione direzione opposta alla sua chiusura fino a raggiungere un vertice, poi si muova nella direzione della chiusura fino a raggiungere l’altro vertice, infine si muova verso il prezzo di chiusura e termini. 

Ad esempio, per una candela buy, si ipotizza che il prezzo si muova dall’apertura al minimo, poi dal minimo al massimo, ed infine dal massimo alla chiusura.

In questo modo è possibile calcolare il totale della distanza percorsa dal prezzo durante la formazione di quella candela. Si suddivide poi il volume della candela per il totale della distanza percorsa, stabilendo così per ogni punto di movimento il volume associato. 

Dopodiché, analizzando ogni movimento del prezzo, si assegna alla zona o alle zone di competenza la quantità di volume calcolato. 

Eseguendo questi compiti per ogni candela del periodo analizzato, si riesce ad assegnare il volume totale delle candele del periodo alle zone in cui il prezzo si è mosso.

Quello che rimane è stabilire la temperatura di ogni zona. Alla zona con più volume si stabilisce la temperatura massima ed a quella con meno volume la temperatura minima. Per le altre zone, si stabilisce la temperatura facendo una proporzione basata sul volume minimo e quello massimo registrati. 

Le zone con alta temperatura sono rappresentate da un colore tendente al rosso, mentre quelle con temperatura più bassa con un colore tendente al blu. 

Periodi statici o dinamici?

In questa prima ricostruzione di una heat map, il periodo di candele è predefinito. Ovvero viene analizzata una quantità fissa di candele stabilita a priori. Pertanto per ogni nuova candela aggiunta al periodo, una vecchia deve venire rimossa.

L’alternativa a questo è definire in modo dinamico la durata di un periodo di candele da analizzare. Per fare questo ho pensato ad un indicatore molto efficace nell’analizzare i movimenti del mercato e raggrupparli, ovvero l’indicatore Zig Zag.

Questo indicatore, analizzando le candele del grafico le raggruppa in movimenti di prezzo, disegnando dei segmenti che congiungono massimi e minimi. Il risultato finale è una sorta di scheletro dei movimenti del mercato, una semplificazione che è utile per comprendere a colpo d’occhio la direzione del mercato nel corso del tempo.

Sfruttando i periodi stabiliti dallo Zig Zag, è possibile per ciascuno di essi calcolare una heat map personalizzata. In questa immagine sono rappresentate diverse heat map, una per ogni segmento dell’indicatore Zig Zag (disegnato in bianco).

Questo studio dimostra come l’approssimazione matematica dei movimenti di prezzo permetta di visualizzare l’intensità degli scambi sotto una luce completamente nuova. Tuttavia, solo il lavoro di un professionista può tradurre questi modelli di scomposizione algoritmica in un indicatore personalizzato di heat map.